Il Saluto

Rei

  • In tutte le Arti Marziali è concezione comune considerare il saluto come prima comunicazione fra i praticanti, per dimostrazione di rispetto reciproco.
  • Il saluto trae le sue origini dal profondo e primitivo cerimoniale dei popoli orientali.
  • Non bisogna dimenticare che, nonostante oggi il Judo, il Karate e simili sport, siano molto diffusi in occidente, originariamente erano Arti Marziali: discipline di leggendari guerrieri con un ferreo codice d’onore.
  • Non tenere presente tutto questo sarebbe senza dubbio un’offesa molto grave all’essenza stessa dello spirito orientale; ed anche una forma di disprezzo per l’essere umano come tale.
  • E’ buona norma, all’inizio e alla fine dell’allenamento, salutare il fondatore dell’arte marziale praticata, il maestro; oppure il compagno quando iniziamo o terminiamo qualsiasi esercizio di coppia. 
  • La meditazione è praticata all’inizio e alla fine dell’allenamento e precede il saluto.
  • La varietà dei saluti è grande quanto il numero di arti marziali esistenti; fra tutti i tipi, due sono i più diffusi: il saluto eseguito in posizione eretta e quello in ginocchio. 

Conoscere le forme cerimoniali e il saluto è necessario per un karateka. Nel karate vi sono due tipi di saluto: Il saluto in posizione eretta (ritsu rei) e quello in ginocchio (za rei).

Il saluto in posizione eretta (ritsu rei). Eseguitelo assumendo la posizione naturale frontale (shizen tai), con calma piegate il busto in avanti, di 30 circa, la testa segue il movimento ma con lo sguardo fisso davanti a voi, le mani vanno appoggiate appena al di sopra delle ginocchia e con le gambe tese, la punta dei piedi diva- ricata e i talloni uniti.

Il saluto in ginocchio (za rei). Iniziate dalla posizione frontale naturale (shizen tai, fig. 1), indietreggiate il piede sinistro (fig. 2) per appoggiare questo ginocchio a terra (fig. 3), quindi scendete con il ginocchio destro per ritrovarvi nella posizione in ginocchio ma sollevati dai talloni (fig. 4). Girate le dita dei piedi e sedetevi sui talloni (fig. 5). Per rialzarvi eseguite i movimenti a ritroso dalla fig. 5 alla fig. 1.

Notate la posizione delle mani e come vanno sistemate le dita dei piedi.

Per eseguire il saluto appoggiate le mani con le dita girate leggermente verso 1’interno (fig. 8) e piegatevi in avanti, senza poggiare la fronte o sollevare le anche, e guardate, sottocchio, chi vi sta di fronte senza sollevare la testa (fig. 9).

Pochi sono a conoscenza che i quattro lati di un «dojo» hanno la loro importanza tradizionale. Si presume che questo termine provenga dal Buddismo. Esso indica il luogo nel quale i Buddisti, dopo la cerimonia della purificazione, allenano lo spirito e il corpo. Nel judo indica la sala dove si pratica.

  • Lato inferiore (shimoseki) è dove si allineano tutti i gradi inferiori (kyu).

  • Lato superiore (joseki) e di fronte al lato inferiore; qui si mettono gli insegnanti e alla destra del Maestro vanno gli istruttori e gli allenatori, osservando 1’ordine di grado.

  • Lato d’onore (kamiza) è alla destra del joseki ed è riservato alle personalita. Qui vengono poste le foto dei Maestri fondatori o benefattori. Entrando nel dojo, ogni judoka – cosi vuole il cerimoniale della tradizione – effettua il saluto verso il kamiza.

  •  Alla sinistra del joseki si trova la piazza inferiore (shimoza). Essa e riservata agli allievi di alto grado con il piu anziano capo fila, il quale è vicino al joseki e comanda il saluto.

Il cerimoniale vuole che il saluto collettivo iniziale venga rivolto prima al lato d’onore (kamiza) e poi agli insegnanti; alla fine della lezione ciò si verifica all’inverso.